Il movimento è medicina

Perché il movimento è medicina

Muoversi ogni giorno migliora energia, metabolismo, umore e salute del cervello. L’attività fisica riduce il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e declino cognitivo: il corpo è progettato per muoversi.

1 — Allenamento aerobico Zona 2

La Zona 2 è un’intensità moderata in cui riesci ancora a parlare. Aiuta a migliorare resistenza, metabolismo dei grassi e salute cardiovascolare, aumentando l’efficienza energetica del corpo.

2 — Forza muscolare & sarcopenia

Dopo i 30 anni perdiamo massa muscolare progressivamente. Allenare la forza protegge da sarcopenia, fragilità e perdita di autonomia, migliorando metabolismo, postura e qualità della vita.

3 — Cardio & VO₂ Max

Il VO₂ max misura la capacità del corpo di usare ossigeno durante lo sforzo. Più è alto, maggiore è l’efficienza cardiovascolare e la longevità. Il cardio migliora cuore, polmoni e performance fisica.

4 — Flessibilità & equilibrio

Mobilità ed equilibrio aiutano a prevenire rigidità, dolori e cadute. Esercizi mirati migliorano coordinazione, stabilità articolare e libertà di movimento a ogni età.

5 — Longevity training: il mix ideale

La vera longevità nasce dalla combinazione di forza, cardio, mobilità, equilibrio e recupero. Allenarsi in modo completo significa vivere più a lungo… e vivere meglio.

 

Acqua Alcalina Ionizzata con Idrogeno Molecolare

ACQUA ALCALINA IONIZZATA CON IDROGENO MOLECOLARE

L’acqua alcalina ionizzata con idrogeno molecolare viene prodotta tramite un processo chiamato elettrolisi. L’acqua viene fatta passare attraverso un dispositivo contenente piastre di titanio rivestite in platino. Queste piastre, caricate elettricamente, separano l’acqua in due flussi: uno alcalino (ricco di ioni OH-) e uno acido (ricco di ioni H+). Durante l’elettrolisi, l’acqua alcalina arricchita di idrogeno molecolare (H2) viene raccolta. Prima dell’elettrolisi, l’acqua passa attraverso un filtro a carboni attivi che rimuove impurità, cloro e altre sostanze indesiderate, garantendo un’acqua pura e sicura per il consumo. Questo processo non solo produce acqua alcalina ionizzata, ma arricchisce anche l’acqua con idrogeno molecolare, noto per i suoi potenti effetti antiossidanti.

Il dispositivo è in grado di produrre anche acqua con Ph neutro (sfrutta la sola filtrazione senza passaggio nella camera elettrolitica) e diversi gradi di acqua a pH acido (non per consumo umano) per l’igiene del corpo e di superfici della casa (pavimenti, vetri, ripiani, ecc)

 

CARATTERISTICHE:

  1. pH Alcalino:
    • L’acqua alcalina ionizzata ha un pH superiore a 7, di solito compreso tra 8 e 10.
    • Il pH alcalino aiuta a neutralizzare l’acidità nel corpo.
  2. Antiossidanti Potenti:
    • L’acqua alcalina contiene idrogeno molecolare (H2), che agisce come un potente antiossidante.
    • Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi, riducendo lo stress ossidativo.
  3. Micro-strutturazione:
    • Le molecole d’acqua vengono ridotte di dimensioni, migliorando l’idratazione cellulare.
    • Questo processo facilita un assorbimento più efficace dei nutrienti e l’eliminazione delle “tossine”.
  4. Potenziale di Ossido-riduzione (ORP):
    • L’acqua alcalina ionizzata ha un ORP negativo, indicando una forte capacità antiossidante.
    • Un ORP negativo è indicativo di una maggiore capacità di donare elettroni, contribuendo a ridurre l’ossidazione.

EFFETTI BENEFICI:

  1. Miglioramento dell’Idratazione:
    • La micro-strutturazione dell’acqua permette un assorbimento più rapido e profondo a livello cellulare.
    • Una migliore idratazione può migliorare la funzione muscolare e la resistenza fisica.
  2. Detossificazione del Corpo:
    • L’acqua alcalina aiuta a rimuovere le “tossine” e i residui metabolici dal corpo, in particolare l’acido urico.
    • Supporta la funzione renale e favorisce la pulizia del tratto digestivo.
  3. Riduzione dello Stress Ossidativo:
    • L’idrogeno molecolare neutralizza i radicali liberi, riducendo il danno cellulare.
    • Questo può contribuire a rallentare il processo di invecchiamento.
  4. Supporto al Sistema Immunitario:
    • La riduzione dello stress ossidativo supporta la funzione immunitaria.
    • Un sistema immunitario più efficiente contribuisce a uno stato di miglior benessere.
  5. Miglioramento della Salute Digestiva:
    • L’acqua alcalina può aiutare a ridurre i sintomi di reflusso acido e migliorare la digestione.
    • Può promuovere un equilibrio intestinale sano, favorendo la crescita di batteri benefici.
  6. Aumento dei Livelli Energetici:
    • Una migliore idratazione e un corpo con meno “tossine” possono portare a livelli di energia più alti.
    • L’acqua alcalina aiuta a mantenere un equilibrio elettrolitico ottimale, essenziale per la funzione energetica cellulare.

CONCLUSIONI:

L’acqua alcalina ionizzata con idrogeno molecolare offre molteplici benefici per il benessere, tra cui una migliore idratazione, detossificazione, riduzione dello stress ossidativo, supporto immunitario, miglioramento della salute digestiva e aumento dei livelli energetici. Integrare questa acqua nella routine quotidiana può contribuire significativamente al benessere generale e alla promozione di uno stile di vita sano.

TRAINING IPOSSICO INTERMITTENTE

Cos’è il Training Ipossico Intermittente?
Il training ipossico intermittente è una metodica che utilizza lo stress fisiologico controllato derivante dalla riduzione temporanea dell’ossigeno per innescare risposte di adattamento profondo a livello cellulare. Questo processo simula la carenza di ossigeno tipica dell’altitudine per attivare i percorsi naturali di sopravvivenza e riparazione dell’organismo.
Potenziamento dei Mitocondri e dell’Energia
  • Efficienza Bioenergetica: In condizioni di ipossia, l’enzima citocromo c ossidasi (CCO) può agire come nitrito-reduttasi, stimolando la produzione di Ossido Nitrico (NO).
  • Sblocco della Respirazione: Il rilascio di NO favorisce la vasodilatazione immediata, migliorando l’apporto di sangue e nutrienti ai tessuti.
  • Adattamento Metabolico: L’alternanza tra ipossia e normossia forza i mitocondri a diventare più efficienti, aumentando la sintesi di ATP e l’utilizzo dell’ossigeno.
  • Aumentata Biogenesi Mitocondriale
Mobilizzazione delle Cellule Staminali e Longevità
  • Segnale di Homing: L’ipossia tissutale è uno dei segnali naturali più potenti per guidare la migrazione delle cellule staminali (come le VSEL e le CD34+) verso i siti che necessitano di rigenerazione.
  • Allungamento dei Telomeri: Mentre l’esercizio standard aumenta la lunghezza dei telomeri di circa il 5%, l’inserimento anche di fasi iperossiche (ossigeno elevato) nel protocollo può portare a incrementi drastici, osservati fino al 66,7% nei linfociti.
  • Stabilità Genomica: Questa metodica supporta la protezione dei cappucci terminali dei cromosomi, i telomeri, contrastando l’invecchiamento biologico accelerato.
Sinergia con Altre Tecnologie
Per massimizzare i risultati e gestire lo stress ossidativo, il training ipossico può essere abbinato a:
  • Tecnologia NanoVi: Fondamentale per il recupero, poiché ha dimostrato di ridurre i livelli di lattato post-sforzo del 17% e di riparare i danni proteici causati dai radicali liberi.
  • Laser Blu (405 nm): Agisce come un “interruttore” per indurre la biogenesi mitocondriale (creazione di nuovi mitocondri) e l’angiogenesi, completando lo stimolo dell’ipossia.
In sintesi, il training ipossico intermittente non è solo un allenamento per la performance, ma un potente catalizzatore di ringiovanimento che “resetta” il metabolismo cellulare e potenzia le difese immunitarie e rigenerative del corpo

TECNOLOGIA NanoVi®

Tecnologia NanoVi:

  1. Meccanismo d’Azione: Segnale Bio-identico

La tecnologia NanoVi si basa sulla biofisica e sulla scienza dell’acqua anziché su interazioni biochimiche o farmacologiche. Il dispositivo genera un segnale elettromagnetico specifico, descritto come “bio-identico”, che imita esattamente la lunghezza d’onda emessa dalle specie reattive dell’ossigeno (ROS) eccitate durante i processi biologici naturali. Nello specifico, si tratta di una radiazione nel vicino infrarosso (1270 nm), corrispondente alla fosforescenza emessa dall’ossigeno singoletto quando torna al suo stato fondamentale.

  1. Formazione di Acqua Ordinata (EZ)
  • Trasferimento del segnale: Il segnale viene emesso all’interno del dispositivo e assorbito dalle micro-goccioline d’acqua (umidità) presenti in un flusso d’aria.
  • Acqua a zona di esclusione (EZ): L’energia assorbita induce la formazione di strati di acqua ordinata o acqua EZ (Exclusion Zone), definita anche come la “quarta fase dell’acqua”, sulla superficie delle goccioline.
  • Erogazione: L’utente inala l’umidità “informata” tramite una cannula nasale. Il segnale si trasferisce attraverso le membrane mucose e si trasmette a cascata a tutta l’acqua cellulare del corpo.
  1. Supporto al Ripiegamento Proteico (Protein Folding)

Il ripiegamento delle proteine è un processo essenziale affinché esse possano svolgere le proprie funzioni cellulari. Questo processo è governato da cambiamenti di entropia. L’acqua EZ fornita o stimolata da NanoVi aumenta il grado di ordine sulle superfici di contatto proteico, innescando il passaggio dell’energia necessaria affinché le proteine danneggiate dallo stress ossidativo possano ripiegarsi correttamente nella loro forma funzionale 3D.

  1. Risultati Clinici e Prestazionali

Le ricerche citate indicano diversi benefici misurabili:

  • Riparazione del DNA: Una riduzione media del 25% delle rotture del doppio filamento del DNA in atleti di resistenza e miglioramenti significativi in cellule danneggiate da radiazioni.
  • Recupero Enzimatico: Studi condotti su enzimi (come perossidasi e fosfatasi alcalina) hanno dimostrato che il trattamento NanoVi aiuta a ripristinare l’attività proteica dopo danni da calore o ossidazione.
  • Parametri Cardiometabolici: Sessioni di 20 minuti hanno mostrato miglioramenti significativi nel VO2 max (+7.8%), una riduzione del quoziente respiratorio a riposo (RER, indicando una migliore ossidazione dei grassi) e un aumento della soglia metabolica.
  • Infiammazione e Cognizione: In pazienti con deficit cognitivo lieve o Alzheimer, l’uso di NanoVi integrato a una dieta specifica ha ridotto i marcatori infiammatori (dall’8,3% al 3,9%) e migliorato i test cognitivi.
  • Acido Lattico e HRV: Riduzione del 17% del lattato post-sforzo e miglioramento della variabilità della frequenza cardiaca (HRV).
  1. Caratteristiche Tecniche e Sicurezza

Il dispositivo è classificato come FDA Class 1. Non produce ROS dannosi, ma ne imita solo il segnale di riparazione, rendendolo un approccio non invasivo che non introduce sostanze chimiche nell’organismo. Un must per i centri di medicina rigenerativa.

Novità a Villa Eden: Low Level Laser Therapy Endovenosa

La terapia laser endovenosa è una modalità di Low-Level-Laser Therapy (LLLT) in cui si effettua l’irradiazione del sangue per ottenere effetti biologici sistemici. A differenza dei laser chirurgici, i laser a bassa intensità generano effetti terapeutici senza danneggiare i tessuti.

Le cellule del sangue assorbono l’energia luminosa (fotoni), innescando eventi fotofisici e fotochimici che portano a risposte cellulari diverse in base a lunghezza d’onda, potenza e al tempo di esposizione.

Di seguito gli effetti delle 4 lunghezze d’onda usate in terapia endovenosa:

Rosso (635/658 nm): azione di stimolazione immunitaria, miglioramento delle proprietà reologiche del sangue (miglior circolazione e conseguentemente miglio ossigenazione periferica dei tessuti) ed effetti analgesici e di rilassamento.

Giallo (589 nm): supporto a detossificazione ed effetto antidepressivo, con stimolo del metabolismo di serotonina e vitamina D.
Verde (532 nm): si lega all’emoglobina con aumento del trasporto di ossigeno e del flusso sanguigno, e conseguente miglioramento della funzione delle cellule.
Blu (405/447 nm): effetti antibatterici e antinfiammatori, rilascio di ossido nitrico (NO) con miglioramento della microcircolazione e attivazione della telomerasi.

Vi è inoltre da parte di tutte e 4 le lunghezze d’onda una stimolazione mitocondriale con incremento della produzione di energia (ATP) e sensazione finale di maggior benessere psico-fisico.

Infine, l’abbinamento della terapia laser endovenosa con infusioni endovenose (in ottica di medicina personalizzata) può potenziare in modo marcato i risultati, con effetti clinici percepiti come “esponenzialmente” migliori rispetto alle singole metodiche.

 

 

NUTRIGENETICA: la dieta perfetta? Chiedila al tuo DNA.

Se ogni individuo possiede un DNA unico che lo identifica, allora esiste l’alimentazione perfetta per ciascuno di noi? La nutrigenetica si occupa appunto di fornire una risposta a questa domanda.

Ciascun individuo possiede al suo interno un manuale di istruzioni per il corretto funzionamento dell’organismo, chiamato DNA e scritto da oltre 30.000 geni. Ognuno ha il proprio e non esistono “doppioni”. Gli esseri umani condividono il 99,9% del loro patrimonio genetico, che li rende abbastanza simili nelle caratteristiche fisiche. Ma è proprio in quello 0,1% che si riassume l’unicità dell’individuo. Queste peculiarità genetiche dunque determinano una risposta diversa da persona a persona davanti all’assunzione del medesimo alimento. L’obiettivo della nutrigenetica è elaborare una dieta personalizzata sulla base dello studio del DNA, facilmente eseguibile grazie ad un campione di saliva prelevato con un tampone orale. I nostri geni dunque sanno esattamente qual è la dieta giusta per noi: quali sono i cibi funzionali al benessere dell’organismo e quali invece sono nocivi.

Tuttavia il DNA non è da considerarsi come l’artefice di un destino ineluttabile. Infatti lo sviluppo dell’individuo non è condizionato soltanto dal suo patrimonio genetico (genotipo), ma anche dalla sua interazione con l’ambiente, ossia dall’epigenetica. Questa dunque è un’ottima notizia, che non lascia spazio a scuse. Anche se non abbiamo la possibilità di modificare il DNA con cui nasciamo, possiamo però intervenire sul nostro stile di vita per ritrovare il benessere e prevenire l’insorgere di diverse patologie dall’Alzheimer ai tumori, dalle malattie cardiovascolari a quelle metaboliche.

Conoscere il proprio DNA infatti permette di sviluppare degli interventi nutrizionali mirati a partire dal genotipo del singolo per raggiungere gli obiettivi di salute e prevenzione. Si è visto che alcuni alimenti sono in grado di accendere e spegnere in modo esclusivo determinati interruttori, ossia i geni. Naturalmente i recettori coinvolti e gli alimenti interessati variano da persona a persona. Solo attraverso lo studio del DNA è possibile individuare per ciascuno quali alimenti hanno la capacità di attivare e potenziare il corretto funzionamento dei geni e quali invece sono dannosi. Di conseguenza, se sappiamo esattamente quali “pulsanti” schiacciare, attraverso la dieta possiamo stimolare i “geni del benessere”. Diversamente, ignorando questo potente meccanismo e commettendo scelte alimentari scorrette, rischiamo di disattivare questi recettori e compromettere i meccanismi di autoriparazione del DNA: un circolo vizioso che porta ad un invecchiamento precoce, allo sviluppo di processi infiammatori e di malattie croniche.

Il GENODIET® System è un protocollo altamente innovativo che permette di elaborare programmi alimentari specifici sulla base di test genetici complementari.

Il GENODIET® Health analizza le principali vie metaboliche: colesterolo, predisposizione a iperglicemia e insulino-resistenza, vitamina D, calcio e magnesio, vitamina B9 e B12. Inoltre permette di valutare lo stato antiossidante e di infiammazione cronica.

Il GENODIET® Sensor esamina le principali intolleranze alimentari di origine genetica (come lattosio e glutine) e le sensibilità a sale, ferro, nichel, caffeina e alcol.

Infine il GENODIET® Slim fornisce indicazioni precise sulla sensibilità del proprio organismo ai carboidrati, ai diversi tipi di grassi e alle proteine.

Nessuno ti conosce bene come i tuoi geni: la dieta perfetta per te è già scritta nel tuo DNA!

 

OSSIGENO-OZONO TERAPIA: i tre atomi del benessere

L’ossigeno-ozono terapia è un trattamento che utilizza una combinazione di ozono e ossigeno a scopo terapeutico. L’ozono (simbolo O3) è un gas composto da 3 atomi di ossigeno dal caratteristico odore agliaceo: una sorta di ossigeno potenziato, con notevoli proprietà terapeutiche. Nelle giuste concentrazioni e nel rispetto dei giusti dosaggi, costituisce un trattamento sicuro e particolarmente duttile.

In primo luogo, svolge un’importante azione di ossigenazione: l’ozono aumenta la capacità del sangue di ossigenare i tessuti, favorendo di conseguenza la riattivazione del microcircolo e una potente azione anti aging. Inoltre, la somministrazione di un agente ossidante come l’ozono risveglia gli enzimi antiossidanti che difendono l’organismo dall’attacco dei radicali liberi. Per questo, l’ossigeno-ozono terapia risulta utile nel contrastare le patologie croniche spesso correlate allo stress ossidativo. In più, viene largamente adoperato nei processi di disinfezione per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine.

Grazie alle diverse proprietà terapeutiche l’ossigeno-ozono terapia trova numerosi campi di applicazione in medicina. Le modalità di somministrazione sono diverse e variano a seconda della patologia da trattare. Tra le procedure di più diffuse c’è l’autoemoterapia. Consiste cioè nel prelevare dal paziente stesso, per via endovenosa, attraverso uno specifico kit per infusione collegato all’ozonizzatore una quantità di circa 150 ml di sangue che successivamente viene esposta ad una miscela di ossigeno e ozono. In questo modo il sangue subisce delle modificazioni biochimiche per essere poi rimesso in circolo a circuito chiuso per via endovenosa. Questa tecnica permette al sangue venoso di ossigenarsi. Le pareti dei globuli rossi guadagnano elasticità e migliora la loro capacità di apportare ossigeno ai tessuti. A seconda della quantità di sangue usata e della modalità di esecuzione, è possibile distinguere la “Grande Autoemoterapia” (GAET) e la “Piccola Autoemoterapia” (PAET). La GAET viene impiegata soprattutto nel trattamento di deficit circolatori poiché riattiva il microcircolo e l’ossigenazione in tutte le parti del corpo, ma anche nella cura di malattie di origine virale e batterica. La PAET è invece usata soprattutto nel trattamento delle malattie che richiedono una spinta o una regolazione del sistema immunitario, comprese le allergie.

Nel trattamento di malattie intestinali infiammatorie si ricorre invece all’insufflazione dell’ozono per via rettale. Ma non è tutto. L’ossigeno-ozono terapia trova ampio spazio in ambito ortopedico, nella cura delle malattie osteoarticolari per la sua azione analgesica e antinfiammatoria. Le iniezioni intra articolari, infatti, risultano efficaci in caso di artrosi e artrite poiché permettono il rilascio di fattori di crescita che favoriscono la rigenerazione osteoarticolare, oltre ad alleviare i sintomi del dolore. L’ozono è raccomandato anche nel trattamento di protrusioni o ernie discali sotto forma di infiltrazioni intramuscolari locali. Infine per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e fungicide è utile in caso di ferite infette o di dermatiti.

Recenti studi dimostrano la validità dell’ossigeno ozonoterapia anche in oncologia, come coadiuvante durante il trattamento di chemio e radioterapia. Affiancata al protocollo terapeutico, l’ozono terapia svolge una duplice azione: da un lato contrasta gli effetti collaterali della chemioterapia, dall’altro ne potenzia i benefici. Si è visto che la scarsità di ossigeno indebolisce le difese immunitarie dell’organismo e crea un ambiente acido, ideale per la proliferazione delle cellule tumorali. L’ozono, invece, aumenta l’ossigenazione dei tessuti: in questo modo rinforza le difese immunitarie e alcalinizza l’ambiente, contrastando la crescita del tumore.

Come abbiamo visto, l’ossigeno-ozono terapia presenta diverse indicazioni terapeutiche. Solitamente il protocollo prevede un ciclo iniziale di 6-10 sedute a cadenza  bisettimanale, seguite da una seduta mensile di mantenimento. La versatilità e la sicurezza di questo trattamento, rendono l’ossigeno-ozono terapia un prezioso alleato di salute e benessere.

 

STRESS OSSIDATIVO: prevenire è meglio che ossidarsi!

Come abbiamo visto finora, quando si altera quel delicato equilibrio tra produzione e  “smaltimento” di radicali liberi il nostro organismo va incontro allo stress ossidativo. Una diagnosi precoce può dunque fare la differenza. Grazie alla tecnologia FREE Carpe Diem è possibile analizzare i livelli di stress ossidativo in maniera globale. Si eseguono su un piccolo prelievo ematico 2 semplici test diagnostici in grado di misurare i radicali liberi (d-ROMs Test), ossia “l’attacco”, ma anche il potenziale antiossidante (BAP Test), ossia “la difesa”. Il d-ROMs test (Metaboliti reattivi all’ossigeno) infatti rileva lo stato di ossidazione del sangue misurato in “Unità Caratelli” (CARR). Giusto per dare qualche dato numerico: un soggetto in buone condizioni di salute presenta valori compresi tra 250 e 300 Unità CARR. Valori superiori a 300 CARR esprimono uno stato di stress ossidativo. In genere, valori superiori ai limiti sono dovuti ad una maggiore esposizione ai fattori di rischio per lo stress ossidativo, che abbiamo esaminato in precedenza. Tra le principali cause ricordiamo uno stile di vita poco sano. Ad esempio, l’abuso di alcol e il fumo concorrono ad aumentare sensibilmente i livelli di stress. Così come un’alimentazione squilibrata, povera di vitamine e ricca di grassi o un esercizio fisico inappropriato.

Il BAP Test (Biological Antioxidant Potential) invece misura il potenziale biologico antiossidante: quantifica cioè la capacità del nostro organismo di contrastare lo stress ossidativo. Un organismo sano è in grado di difendersi dallo stress ossidativo mediante sistemi interni. Tali meccanismi sono controllati da sostanze antiossidanti endogene, ossia prodotte dall’organismo stesso, ed esogene, ossia acquisite dall’esterno, ad esempio attraverso l’alimentazione. Questo test è in grado di rilevare la concentrazione ematica di alcune importanti sostanze antiossidanti quali bilirubina, acido urico, vitamine C ed E e proteine. Questa concentrazione è espressa in Micromoli (microM). In condizioni ottimali di salute il BAP Test riporta un valore superiore a 2200 micromoli/L, che viene considerato come il valore ottimale. Generalmente, valori inferiori a questo sono indicativi di una dieta squilibrata e/o di un eccesso di radicali liberi.

Incrociando i risultati di questi 2 Test è possibile inquadrare esattamente la situazione e, ove necessario, intervenire in modo sinergico per ripristinare i parametri di un equilibrio fisiologico dell’organismo. È evidente che la prima forma di prevenzione passa inesorabilmente attraverso uno stile di vita sano. Eliminare il fumo, limitare il consumo di alcol, seguire una dieta varia, ricca di frutta e verdura sicuramente contribuiscono a ridurre i livelli di stress ossidativo. Laddove l’organismo non sia in grado di far fronte da solo all’attacco dei radicali liberi o vi sia un aumentato fabbisogno di antiossidanti, può essere utile un programma di integrazione studiato sulla base delle specifiche esigenze di ciascuno. Come abbiamo evidenziato in precedenza, i rischi correlati allo stress ossidativo sono spesso irreversibili. Quando la prevenzione è così facile, conviene approfittarne prima che sia troppo tardi. Prevenire è meglio che ossidarsi!

Radicali liberi: nemici di salute e giovinezza

Se presenti nelle giuste quantità, i radicali liberi svolgono un’importante funzione per il nostro organismo poiché combattono l’insorgere di alcune malattie. Per contro, l’eccesso di radicali liberi è oltremodo nocivo e correlato a numerose patologie. Ascoltando ed osservando il nostro corpo è possibile individuare alcuni campanelli d’allarme.

Ad esempio, l’invecchiamento precoce della pelle è uno dei primi sintomi di stress ossidativo. La pelle diventa secca, perde elasticità e si segna più velocemente soprattutto in viso. Così come capelli sfibrati, fragili e pieni di doppie punte potrebbero essere indice di un eccesso di radicali liberi. Inoltre alcuni studi sostengono che c’è una correlazione tra le malattie infiammatorie della pelle, come ad esempio la psoriasi, e lo stress ossidativo. Sembrerebbe infatti che lo stress ossidativo indebolisca le difese immunitarie dell’organismo, favorendo così gli stati infiammatori. Secondo alcune ricerche pare che lo stress ossidativo sia anche alla base di un’altra patologia della pelle: la vitiligine, che si manifesta con la comparsa di chiazze biancastre sulla cute a causa di una ridotta quantità di melanina. Nei soggetti che ne soffrono è stato riscontrato un deficit dell’enzima catalasi, la cui funzione principale è bloccare il radicale perossido di idrogeno. I capelli e la pelle, dunque, esprimono non soltanto il nostro aspetto esteriore, ma rivelano lo stato di salute dell’intero organismo: i segni dell’invecchiamento cutaneo tradiscono infatti i danni ed il deterioramento cui tutti gli altri organi stanno andando incontro.

Tanto è vero che lo stress ossidativo aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari o processi arteriosclerotici. L’ossidazione infatti trasforma il “colesterolo buono” in “colesterolo cattivo”, che viene poi mandato in circolo con il sangue. Il colesterolo cattivo (LDL) in eccesso tende ad accumularsi sulla parete dei vasi fino a creare una placca arteriosclerotica che progressivamente cresce, rallentando così il flusso del sangue. Questo fenomeno nel tempo può indurre a gravi complicazioni come infarto del miocardio, trombosi e ictus.

L’ossidazione lipidica, causata da un’eccessiva quantità di radicali liberi, non coinvolge solo l’apparato cardiovascolare ma anche il fegato. Favorendo l’accumulo di grasso nelle cellule epatiche aumenta il rischio di steatosi epatica, patologia comunemente nota come “fegato grasso”. Sono sempre più numerosi poi gli studi che dimostrano la correlazione che c’è tra le malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, ad esempio, e l’elevato livello di stress ossidativo. Si è visto come l’eccesso di radicali liberi determini un’alterazione mitocondriale e intacchi direttamente il DNA delle cellule. Ed è proprio l’alterazione del DNA uno dei principali fattori di rischio nello sviluppo dei tumori. A tal proposito entrano in gioco gli antiossidanti, che svolgono un ruolo chiave nella prevenzione. Un consumo quotidiano di almeno 5 porzioni di frutta e verdura, fonti naturali di vitamine e antiossidanti, riducono il rischio di tumori. Nello specifico la combinazione di vitamina C e vitamina E è molto efficace nel contrastare l’azione dei radicali liberi, ostacolando quindi la formazione di cellule cancerogene.

Le conseguenze dello stress ossidativo interessano tutte le cellule dell’organismo. Elevati livelli di radicali liberi possono portare all’infertilità sia maschile sia femminile poiché compromettono l’integrità tanto degli ovuli quanto degli spermatozoi. Lo stress ossidativo può condizionare anche la funzionalità della tiroide, causando infiammazione e alterando la sintesi degli ormoni tiroidei. Il deterioramento causato dai radicali liberi non risparmia certamente le ossa, che sono tra le prime a risentire dello stress ossidativo. L’ossidazione infatti è tra le principali cause di osteoporosi, una malattia sistemica dello scheletro che porta alla demineralizzazione e fragilità delle ossa. Sono inoltre ancora in corso degli studi che proverebbero la correlazione tra lo stress ossidativo e la fibromialgia. Si tratta di una patologia caratterizzata da dolore muscolare cronico e rigidità delle articolazioni, causate da un eccesso di radicali liberi.

Dunque se i danni causati dallo stress ossidativo si manifestano nel tempo, la medicina anti aging offre una preziosa opportunità di prevenzione nell’immediato.

 

STRESS OSSIDATIVO: una bomba ad orologeria

Cresce sempre più l’interesse della comunità scientifica impegnata nella battaglia anti aging attorno allo stress ossidativo, ad oggi ritenuto tra i principali responsabili dell’invecchiamento cellulare.

In condizioni ottimali di salute c’è un buon equilibrio tra la fisiologica produzione di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti dell’organismo. Quando si altera questo delicato equilibrio, gli antiossidanti non sono più in grado di contrastare i radicali liberi che prendono il sopravvento e crescono in modo esponenziale. Un vero e proprio incendio dove i piromani – ossia i radicali liberi – hanno la meglio sui pompieri – ossia gli antiossidanti. È questa l’immagine che meglio descrive i danni causati dallo stress ossidativo, associato all’invecchiamento precoce e a numerose malattie croniche e degenerative.

Sono svariate le cause che determinano l’aumento dei radicali liberi e possono essere interne all’organismo, ossia endogene, e/o esterne all’organismo, ossia esogene.

Tra le cause endogene individuiamo ad esempio particolari mutazioni genetiche responsabili di una minore funzionalità di alcuni enzimi antiossidanti come catalasi, superossido dismutasi e glutatione. Il deficit di questi sistemi favorisce l’insorgere dei processi di ossidazione poichè l’organismo è meno efficace nel contrastare la formazione dei radicali liberi. Lo stress ossidativo inoltre è spesso correlato alla presenza di malattie metaboliche. Nel caso del diabete, ad esempio, l’ossidazione è causata dagli elevati livelli di glicemia. Mentre, sovrappeso e obesità inducono uno stato di infiammazione delle cellule adipose, che liberano una maggiore quantità di radicali liberi. Si è visto anche come l’eccessiva attività fisica a lungo andare possa rivelarsi dannosa per l’organismo poiché provoca un’esagerata accelerazione del metabolismo cellulare e, di conseguenza, il suo precoce invecchiamento.

Tra le principali cause esogene invece ricordiamo le radiazioni UV. Un’eccessiva esposizione al sole infatti non solo provoca un invecchiamento della pelle ma aumenta anche la produzione di radicali liberi, in grado di causare alterazioni del nostro materiale genetico. Pertanto si raccomanda sempre l’uso di un filtro protettivo adeguato al proprio fototipo e un’esposizione graduale, evitando le ore più calde. Anche le radiazioni ionizzanti, come i raggi X, e alcune sostanze chimiche, come il benzene e i metalli pesanti, favoriscono l’incremento dei processi di ossidazione dell’organismo.

Inoltre è sempre più evidente la correlazione che c’è tra uno stile di vita poco sano e l’aumento dei livelli di stress ossidativo. Il fumo e l’abuso di alcol ad esempio sono tra i principali fattori di rischio. Per contro, una dieta ricca di frutta e verdura può garantire all’organismo un adeguato apporto di sostanze antiossidanti in grado di contrastare la formazione dei radicali liberi. Via libera dunque a frutti di bosco, mirtilli, ribes nero, fragole, melograno e prugne: preziosi alleati anti aging perché hanno un elevato tenore di antiossidanti come flavonoidi e polifenoli. Ma anche pomodori, carote, broccoli, spinaci e mele hanno importanti proprietà antiossidanti come betacarotene, licopene e quercetina, giusto per citarne alcuni.

Dunque se lo stress ossidativo è influenzato in buona parte dallo stile di vita e alimentare che seguiamo, è anche vero che ogni giorno abbiamo la possibilità di preservare il benessere e la salute del nostro organismo attraverso scelte consapevoli e responsabili. Diversamente sarà come avere tra le mani una vera e propria bomba ad orologeria, senza artificieri pronti a disinnescarla.

1 2